Radicati nei valori -Aperti ad una nuova società

 

Il cammino associativo API-COLF

 

                                            Relazione di Rita De Blasis

 

Ci ritroviamo oggi a celebrare la Giornata Nazionale di Studio esattamente a metà strada tra l'ultimo Congresso Nazionale ed il prossimo che si terrà ne12011.

Rileggendo le mozioni congressuali, appare evidente che abbiamo disatteso parte degli impegni che ci siamo dati, ed il tema di questa giornata, certamente non colma questa mancanza.

Abbiamo scelto " Il cammino associativo API-COLF: Radicati nei valori -Aperti ad una nuova società " perche il futuro si costruisce se ognuno di noi ha la consapevolezza. il senso di appartenenza, la condivisione, la volontà e l'impegno a realizzare gli scopi associativi e gli obiettivi che anche nell'ultimo Congresso abbiamo condiviso e confermato.

Oggi pomeriggio con la relazione organizzativa, verrà esposto il percorso associativo futuro, formulato dal Consiglio Nazionale, a cui farà seguito la discussione perche ognuno dia il proprio contributo.

Questa mattinata è invece incentrata sulle motivazioni che hanno ispirato la fondazione dell'Associazione.

Negli atti degli anni '70, tra le motivazioni che hanno portato alla scelta di fondare l'API-COLF, si legge "l'Api-Colf nasce per salvare l'unità della categoria minacciata da alcune fratture già avvenute, per assicurare l'avvenire e lo sviluppo". Infatti dopo la fatica di anni d'impegno per la promozione delle colf  era necessario non disperdere, prima di tutto le persone che avevano scelto di impegnarsi nell'Associazione, e non vanificare i risultati ottenuti dalla categoria a livello sociale.

Inoltre si è voluto restare radicati nella Chiesa, non per avere un facile consenso, che all'epoca poteva apparire protettivo e comodo, ma perche c'era un forte desiderio di appartenenza alla Chiesa

e di fedeltà alla sua Dottrina Sociale che, attraverso le varie Encicliche, partendo dalla Rerum Novarum, ancora oggi sono fondamentali riferimenti del nostro agire.

Non è tanto importante ripercorrere il cammino fatto, quanto invece è fondamentale rispolverare le motivazioni e i valori che hanno suscitato tanto entusiasmo nei dirigenti nazionali e provinciali che negli anni si sono impegnati per l'Associazione e nell'Associazione.

Infatti le relazioni che seguiranno hanno la finalità di stimolarci su questo cammino che nell'Api-Colf dobbiamo proseguire. È vero, si è partiti quando la categoria non aveva alcun riconoscimento giuridico e normativo, tranne quei pochi diritti vitali, pertanto era tanta la volontà di riscatto da tante ingiustizie, sociali e lavorative che le lavoratrici all'epoca erano costrette a subire, in cambio di un pesante e duro lavoro. Il mettersi insieme, sotto la guida sicura e discreta di Padre Erminio Crippa prima e di Padre Celi che sulla stessa scia ancora oggi è al nostro fianco, ha consentito alla categoria di conquistare un più giusto riconoscimento non solo nella famiglia quale luogo di lavoro, ma anche nella società. L'impegno di tante dirigenti che si sono messe in gioco per riscattare le colleghe ha consentito, passo dopo passo, gradino dopo gradino, giorno dopo giorno, di raggiungere tante conquiste: previdenziali, legislative, contrattuali, professionali.

Siamo stati dentro la società italiana, che con l'industrializzazione ha cambiato anche il volto della collaborazione familiare, con l'arrivo nel nostro Paese di colf estere, che già agli inizi degli anni '70 erano una consistente presenza. L' Api-Colf le ha accolte, dando loro l'opportunità di potersi integrare nell'Associazione, offrendo parità di presenza rispetto alle colf italiane, e nel contempo restando loro vicino per sollevarle dalla solitudine che ogni migrante sperimenta e vive.

Lo sviluppo, tramite Casa Serena, dei corsi di formazione professionale in diverse Regioni, il successivo impegno nel promuovere la nascita delle Cooperative F .A.I., hanno contribuito alla realizzazione degli scopi che l'Associazione si è data in un'azione convergente verso la promozione della collaborazione familiare.

 

Con la FEDERCOLF, attraverso la partecipazione alle trattative per i rinnovi dei CCNL difendiamo i diritti della categoria anche nei Tribunali, per affermare il principio di giustizia anche nel nostro settore lavorativo.

 

Nell'evolversi di tutta una situazione sociale, nella quale la famiglia si è trovata sempre più sola ad affrontare il problema degli anziani, negli anni '90, con la caduta del muro di Berlino, sono arrivate in Italia tante donne dai Paesi dell'est Europa, che nella ricerca di un lavoro, hanno trovato occupazione proprio nelle famiglie, le quali, nella difficoltà ad assistere i propri anziani, hanno potuto usufruire della provvidenziale presenze di queste "nuove Il colleghe.

 

 

le colf estere, oltre a trovare lavoro, hanno risolto contemporaneamente il problema alloggiativo, lavorando, nella maggioranza dei casi, in regime di convivenza. Mentre nell'Associazione hanno trovato accoglienza, lavoro e assistenza contrattuale, da colleghe che hanno scelto di spendere il loro tempo nelle attività associative.

 

Negli anni la richiesta di assistenti familiari è andata sempre più aumentando e le famiglie hanno avuto più bisogno di assistenza per gestire correttamente il rapporto di lavoro. Anche l'Api-Colf è stata coinvolta in una sempre più pressante richiesta di aiuto da parte pelle famiglie e, attraverso la gestione di questi nuovi servizi, le Province hanno avuto così nuove risorse economiche, necessarie queste ultime, per poter garantire una maggiore presenza negli uffici e offrire un migliore servizio.

La costituzione di API Servizi è l'ultimo ramo aggiunto all'albero API-COLF, che insieme alla ONLUS per la Difesa dei Diritti Civili e alla FEDERCOLF, sono le realtà su cui oggi dobbiamo impegnarci per ridare vigore all'API-COLF, In sostanza, I'API Servizi è 10 strumento che aiuta economicamente le Province, mentre la FEDERCOLF e la ONLUS devono essere a diretto servizio della categoria e comunque dei lavoratori. Il nostro impegno in tal senso non è mai finito e neanche diminuito, se nel passato ci siamo impegnati per riscattare la collaborazione familiare, oggi siamo chiamati a dare attenzione ad altri problemi :

·                                 il rispetto delle norme contrattuali

·                                 la clandestinità

·                                 il diritto di cittadinanza

·                                 il ricongiungimento familiare

·                                 l'intolleranza verso l'immigrato

·                                 il ritorno di tante italiane a fare le colf

·                                 il lavoro nero

 

Sono solo alcuni aspetti che ci chiamano a dare delle risposte, ad un numero quantificato in circa un milione di lavoratori e lavoratrici impiegati nella collaborazione familiare, a cui vanno aggiunti tutte quelle persone impiegate negli altri settori lavorativi che la FEDERCOLF si è impegnata a difendere sindacalmente.

Nel rendere questi servizi ai lavoratori e alle lavoratrici, dobbiamo riappropriarci dell'attenzione da dare anche alla persona e non solo alle carte, pure indispensabili; avere considerazione dei bisogni  non espressi che spesso nascondono il disagio di precarie situazione lavorative e/o familiari che le

persone vivono quotidianamente, che a volte gravano sulla psiche; essere comprensivi nei loro riguardi è più meritevole di un conto di liquidazione fatto bene.

Nel 1992, con decreto del Ministro del Lavoro, l'Api-Colf è stata riconosciuta come associazione maggiormente rappresentativa della collaborazione familiare. Oggi ci dobbiamo chiedere se ancora 10 siamo, perche non possiamo nasconderci che negli u]timi anni abbiamo constatato un forte calo di tesserati.

A fronte di quanto sopra esposto circa il consistente numero di collaboratori familiari, dati presi da fonte ufficiale quale è I'INPS, dobbiamo ora impegnarci per recuperare il tesseramento, per rilanciare ]'azione di proselitismo, per "andare a cercare ]e colf' e non limitarci ad aspettarle nei nostri uffici, per essere di più, perche "E' il primo e fondamentale impegno di un Presidente e di un Dirigente. Nella misura in cui svilupperemo bene... questo settore, avremo anche la risposta alle tante iniziative che programmiamo. ...Perche i/ tesseramento non pesi s% su una persona, è necessario che i/ presidente risvegli il problema, /o presenti come compito e responsabilità di tutti, ne faccia motivo di rammarico, tenendo sempre presente il numero delle tessere dell'anno precedente ", come sta scritto nella Guida Organizzativa, strumento ancora valido, da consultare per trovare suggerimenti operativi su come poter gestire bene l'Associazione.

Concludo con 10 slogan ispirato dal pensiero scritto sulla tomba di John F. Kennedy e fatto nostro: "Quello che conta non è solo ciò che l'Associazione può fare per noi, ma quello che insieme possiamo fare nell'Associazione per il bene di tutti".