API-COLF - Formazione

 

SENZA BILANCI NON SI COSTRUISCE [1]

Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, tutti coloro che vedono comincino a deriderlo, dicendo: "Costui ha iniziato a costruire, ma non è stato capace di finire il lavoro". Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.”[2]

La lettura del presente passo del vangelo di San Luca, ci introduce all’argomento odierno: Nuove norme della legge finanziaria inerente il lavoro.

 

Il Signore Gesù, esamina due casi differenti di bilancio; la legge finanziaria infatti è un bilancio preventivo delle entrate e delle uscite di uno stato, così Gesù immagina nel primo caso un costruttore che “Chi di voi, volendo costruire una torre, non siede prima a calcolare la spesa e a vedere se ha i mezzi per portarla a termine? Per evitare che, se getta le fondamenta e non è in grado di finire il lavoro, …”

 

  1. Bilancio della propria vita

Certamente non è facile fare un bilancio della nostra vita spirituale; fare un vero esame di coscienza per vivere nell’unione con Dio … come ci suggerisce San Francesco di Sales nella sua opera Filotea al capitolo IV egli scrive:

“La prima purificazione è quella dal peccato; il mezzo: il sacramento della penitenza. Cercati il miglior confessore che puoi; serviti anche di qualche libretto scritto a questo scopo; leggi con attenzione e nota, punto per punto, dove hai mancato, cominciando da quando hai avuto l’uso di ragione fino a oggi. Se ti fidi poco della memoria, metti per iscritto quello che hai trovato. Una volta trovate e messe insieme le brutture peccaminose della tua coscienza, detestale e respingile con una contrizione e un dispiacere grande quanto il tuo cuore riesce a concepire, prendendo in considerazione questi quattro punti:

a.       per il peccato tu hai perso la grazia di Dio,

b.      hai perso il diritto al paradiso,

c.       hai accettato i tormenti eterni dell’inferno,

d.      hai rinunciato all’eterno amore di Dio.

Hai capito, Filotea, che ti parlo della confessione generale di tutta la vita che, lo so bene anch’io, fortunatamente, non sempre è necessaria; ma io la considero molto utile in questo inizio, per cui te la consiglio vivamente.

Capita spesso che le confessioni abituali di coloro che conducono una vita ordinaria di cristiani comuni, siano piene di difetti: per lo più si prepara poco o per niente, non si ha la contrizione richiesta, anzi capita addirittura che molte volte ci si vada a confessare con il segreto proposito di tornare a peccare, visto che non si ha alcuna intenzione di evitare l’occasione, né di prendere gli opportuni accorgimenti per correggersi; in tutti questi casi la confessione generale è necessaria per dare una scossa all’anima.

Inoltre la confessione generale ci porta a conoscere noi stessi, ci provoca a una salutare vergogna del nostro passato, ci fa ammirare la misericordia di Dio, che ci ha atteso con tanta pazienza; porta la pace nel cuore, la serenità nello spirito, suscita buoni propositi, offre l’occasione al nostro padre spirituale di darci consigli più adatti alla nostra reale situazione e ci apre il cuore alla semplicità fiduciosa che ci farà essere molto sinceri nelle confessioni che seguiranno.

E poiché parliamo di un rinnovamento generale del cuore e della conversione totale dell’anima a Dio, per mezzo della vita devota, mi sembra, o Filotea, di avere ragione nel consigliarti questa confessione generale.

S. Agostino deplorava che gli uomini del suo tempo scrutassero spesso il cielo, le stelle, i fiumi, i mari, i monti, dimenticando di guardare in se stessi. Il grande Padre della Chiesa non biasimerebbe di meno gli uomini del tempo nostro, perché quell'aberrazione ha oggi raggiunto proporzioni allarmanti. E non è pure raro il caso di trovare mondani che passano delle ore dinanzi allo specchio, per rimirarsi il volto; e poi non impiegano un minuto per esaminare l'anima loro.
Un educatore corresse un giovane collerico, mettendogli uno specchio dinanzi agli occhi, in un accesso violento di stizza: Guarda come sei bello!
Ma un effetto incomparabilmente più benefico produce l'accurato esame di coscienza, che è lavoro di scandaglio interiore, destinato a promuovere la riflessione personale, e l'autocontrollo sulla propria vita. Tale esame è un valido coefficiente d'introspezione psicologica, rivelando e riducendo le reali antinomie della vita; è l'a b c della perfezione, affinando la sensibilità morale; è uno dei più importanti e facili mezzi di perseveranza, obbligando alla serietà e alla continuità degli sforzi. Facendoci collaborare all'opera di Dio in noi, scuote la naturale indolenza, nella quale perdono rilievo le più forti convinzioni, e s'immiseriscono le più ricche energie. S. Giovanni d'Avila, vero maestro di spirito, dichiara apertamente: "Se fate con costanza l'esame di coscienza, i vostri difetti non potranno durare a lungo". A ragione il Cardinale Mermillod definì l'esame di coscienza: l'atto essenziale della vita spirituale.” – Fin qui San Francesco di Sales, mentre un altro autore aggiunge:


Contro questo esame vi sono  due ostacoli

Sono l'orgoglio e l'apatia spirituale.
L'orgoglio, che non è affatto disposto ad accettare le osservazioni altrui, rifugge anche dagli sguardi introspettivi, per la vergogna naturale che si ha nel constatare le proprie miserie. Ne risulta l'accecamento, cagione di gravissimi danni a se stessi e all'attività che si svolge in qualsiasi campo, perché le bugie più funeste sono quelle che diciamo a noi stessi.
Osserva giustamente S. Francesco di Sales che "le verità meditate e non praticate, gonfiano talvolta lo spirito e fomentano la presunzione, sembrandoci di essere in realtà quali semplicemente abbiamo risoluto di essere".
D'altra parte, l'apatia spirituale teme fin l'ombra di un serio lavoro interiore, e quella del sacrificio che occorrerebbe per rettificare quanto è difettoso. Pascal osserva acutamente: L'uomo si fugge, perché si teme.
Eppure, quanti fastidi si sanno affrontare con encomiabile buona volontà, quando si tratta di certi interessi terreni; mentre si è poi penosamente apatici, indulgendo con indifferenza sorprendente, a omissioni e a trascuratezze negli esercizi spirituali!
Per questo, l'esame di coscienza è già di per sé un segno evidente di seria volontà di migliorarsi e di perfezionarsi. E anche "se si limitasse alla conoscenza delle proprie miserie, a provocare il pentimento sincero e il proposito di far meglio, a diminuire di qualche unità le cadute, e a usare maggiore indulgenza verso gli altri, sarebbe già un gran guadagno".
D'altronde: a che serve illudersi e credersi diversi da quel che si è? Iddio ci conosce a fondo; e, spesso, chi ci sta vicino, ci conosce assai meglio di quanto pensiamo.
Coerenza e lealtà esigono che facciamo accuratamente i nostri esami di coscienza.”

 

  1. Bilancio in Associazione (finanziario)

 

Questa previsione e questi conti sono necessari per poter costruire … quanto costa? Quanto ho in cassa? Dove prendo il denaro mancate?

Facciamo, velocemente, anche noi le stesse domande quanto costa “Costruire l’Associazione e i sui servizi?”, personalmente non ho elementi per poter rispondere a questa prima domanda, ma ciascuno di voi è capace – a occhio e croce – di dare una risposta, ciascuno di voi sa quali sono le uscite di cassa di ogni mese …. Se poi vogliamo esaminare – anche grossolanamente – quanto costa mantenere la sede nazionale, “mutatis mutandis” (cambiando ciò che deve essere cambiato) come dicevano i latini, vi accorgerete che le vostre spese si moltiplicano almeno per 2.

 

Alla seconda domanda si risponde con quest’altra – almeno da parte della sede nazione – quante tessere arrivano ogni mese dalle sedi provinciali? Sapete infatti che, da quando non si stampano e non si vendono più i libri di testo per le scuole professionali, l’unica entrata è il valore pecuniario della tessera … nelle vostre città avrete altri introiti che vi aiutano a costruire e a continuare … ma in Via Urbano II, al n. 41 non arriva alcun sussidio aggiuntivo se non quello di cui tutti sappiamo: il valore della quota tessera!

 

La terza domanda è “Dove prendo il denaro mancante?” Oltre a quanto detto inerente al tesseramento, ecco alcuni suggerimenti che potrebbero essere utili, anche se mi rendo conto che non saranno da tutti condivisi:

1.      Fare in modo che aumentino le offerte liberali da parte di amici, conoscenti, datori di lavoro e collaboratori, queste offerte però dovrebbero – ordinariamente - essere indirizzate alla sede nazionale e non trattenute in loco, o almeno, fare il 50 e 50;

2.      Moltiplicare la propaganda per il versamento dello 0,03 sui bollettini previdenziali e, se non versati, recuperarli in fase di compilazione del TFR … a questo proposito mi sembra – e mi auguro di sbagliare – che ancora non si metta quell’attenzione necessaria per questo recupero;

3.      Continuare i contatti con i commercialisti, con gli amici, con i datori di lavoro e con le colf stesse affinché venga destinato il 5xmille alla ONLUS “Soccorso cristiano per la difese dei diritti civili “Maria Bombaci”. A tale proposito vi comunico che per l’anno d’imposta 2007 hanno scelto di donare il loro 5xmille  283 donatori per cui la ONLUS ha ricevuto  Euro 7.495,06. Questo denaro, come il precedente, è utilizzato per aiutare l’Associazione a potenziare alcune sedi traballanti … è poco, ma è meglio di niente.

4.      Questo è un punto più dolente, sensibilizzare i componenti i consigli di amministrazione delle cooperative, di API-Servizi e la stessa sede provinciale ad elargire della offerte liberali a favore della sede nazionale, secondo i rispettivi bilanci e con modalità che potranno essere studiati di  volta in volta (… ricordo che l’Economo di un Congregazione religiosa che desiderava aiutare l’Associazione sottoscriveva l’Abbonamento a (Le COLF attuale  IMPEGNO) con 200.000 lire annue!)

 

3.   Bilancio in Associazione (le persone)

 

Il Signore Gesù continua il bilancio esaminando le forze umane … oggi si direbbe “la risorsa umana” e dice:

“Oppure quale re, partendo in guerra contro un altro re, non siede prima a esaminare se può affrontare con diecimila uomini chi gli viene incontro con ventimila? Se no, mentre l'altro è ancora lontano, gli manda dei messaggeri per chiedere pace.”

In questo passo il Signore ci indica che per realizzare un progetto sono necessarie le forze umane sia nel numero che nella qualità: sia l’una che l’altra cosa però non si ottiene senza la collaborazione di coloro che già operano in Associazione …

Un canto dice: “Dio ha bisogno degli uomini” non c’è cosa più vera quando esaminiamo le opere che Dio ha suscitato nella Chiesa e che hanno bisogno di vocazioni …. Se l’Associazione è opera di Dio, in essa c’è tanto bisogno della vostra opera per suscitare “vocazioni” per far nascere “entusiasmo” per il servizio, per la “gratuità” – pagata com’è possibile (il primo punto del bilancio finanziario serve anche a questo!)

 

Voi vi state preparando ad un Congresso, il 2011 è dietro la porta, so che una commissione di studio lavora per apportare alcune modifiche allo Statuto per ampliare la sfera di possibili “vocazioni”, non abbiate paura, non abbiate timore se chi non è “COLF”, ma ha l’animo di “farsi colf e di vivere il dramma delle colf” potrà diventare dirigente, potrà assumere la responsabilità di continuare il vostro cammino per il bene dell’Associazione tutta.

 

Ma non basta trovare “braccia, menti e cuori” in queste bisogna inalare il “germe” il “cancro” la “passione” della solidarietà con chi non è capace di “autodifendersi”.

Il Sindacato però non può staccarsi dalla formazione umana, spirituale, sociale che l’Associazione, fin dalla sua nascita, ha cercato di inculcare in tutti i dirigenti … sono convinto infatti che se voi non avete abbandonato la “Guerra” anche in mezzo a tantissime difficoltà, se ancora siete in “trincea” lo si deve alla formazione al sacrificio, all’altruismo, alla rinuncia e alla preghiera che l’Associazione ha cercato di istillare nei vostri cuori nei numerosissimi incontri tenuti a Fai della Paganella.

Non illudetevi e non illudiamoci: aver abbandonato gli incontri formativi o averli ridotti al lumicino, farà crescere gente asfittica e poco capace di “Rompere gli orologi” come voi continuate a fare … l’impiegata guarda, principalmente a due cose: “il quanto guadagno” e il “minuto” per scappare; la formata alla solidarietà ha altri orizzonti: cosa posso fare per chi è nella necessità, per chi è sfruttato o vilipeso nella sua dignità di donna e di lavoratrice?

Questo cosa posso fare può essere innato, ma deve essere coltivato, continuamente innaffiato dai corsi di formazione … ne avete programmato uno per il prossimo mese di maggio – è un mini corso – fate in modo che sia pieno di partecipanti, pieno di gente che desidera “amalgamarsi” con gli ideali associativi …. È bello vedere delle province capaci di servizio, ma – per me è triste – sapere che le persone in esso impegnate non “trovano” il tempo per la partecipazione, per rinnovare in loro la storia che dà slancio che dà “radici” per una sicurezza di futuro cristiano, cattolico, ma soprattutto

di una sicurezza di cura degli associati affinché anch’essi vivano la “tessera” come ideale e non come “chiave” per ricevere un servizio.

 

4. Conclusione.

Oggi è la festa della conversione di San Paolo, tutti conosciamo “la caduta da cavallo”, ma, forse pochi conosciamo il seguito: "Che devo fare, Signore" chiede Paolo, e il Signore non gli risponde direttamente: "Prosegui verso Damasco; là sarai informato di tutto ciò che è stabilito che tu faccia". Lo manda dunque alla Chiesa, non vuole per il suo Apostolo una conversione individualistica, senza alcun rapporto con gli altri discepoli. Egli deve inserirsi nella Chiesa, Corpo di Cristo, al quale deve aderire per vivere nella vera fede.

Lasciatemi terminare questa mia chiacchierata con questo pensiero: il nostro, vostro servizio non può essere un servizio “individuale” anche se ben fatto, ma deve essere un “servizio” in seno ad una comunità … la comunità dell’Associazione, la comunità che si raccoglie negli incontri e si fortifica per “la fede e la speranza degli altri”.


 

[1] Relazione di Monsignor Giovanni Celi per l’incontro del 25 gennaio 2010 a Bologna

[2] Luca 13, 28-32