INTRODUZIONE
Le cooperative italiane danno lavoro ad oltre 600.000 persone. Ma non è di questo che vogliamo parlarvi. Vogliamo parlarvi, invece, della possibilità di dar vita – allo scopo di avere un’opportunità di lavoro – ad una vostra cooperativa, che nascerà da una vostra idea, che sarete voi a gestire.
Intendiamo, inoltre, fornire una «panoramica generale» sulla cooperazione, per illustrare i molteplici campi nei quali essa opera.
Un impegno iniziato tanti anni fa, che prosegue oggi, che potrà avere - grazie a voi - interessanti sviluppi.
La cooperazione ha oltre un secolo e mezzo di storia. Di cosa si tratta esattamente? Come nasce?
La società cooperativa è essenzialmente due cose:
· un’impresa
· e una società.
Ha quindi (in quanto impresa) un fine economico e non si fa da soli. Nasce cioè da un gruppo di persone che si uniscono per soddisfare un bisogno comune.
Non si tratta esclusivamente di una semplice entità economica. L’aspetto economico-finanziario ha infatti la sua importanza, ma l’attività di una cooperativa va a toccare, in modo non marginale: la sfera del sociale, quella economica e non ultima quella culturale.
La cooperativa è dunque un’impresa nella quale la persona-socio prevale sull’elemento economico. Alla base della cooperativa sta infatti la comune volontà dei suoi membri di tutelare i propri interessi di consumatori, lavoratori, agricoltori, operatori culturali, ecc.
La comune gestione dell’impresa permette di non essere in uno stato di inferiorità nei confronti di chi, come i grandi gruppi, detiene una posizione di forza sul mercato.
TIPI DI COOPERATIVE
Il fenomeno cooperativo è vario e complesso.
Allo scopo di sistematizzarne i numerosi campi di attività, il Ministero del Lavoro e della Previdenza Sociale censisce le società cooperative operanti nel nostro Paese all’interno delle seguenti otto sezioni:
Cooperazione di consumo: cooperative di soci-consumatori, finalizzate ad acquistare beni a prezzi vantaggiosi.
Cooperazione di produzione e lavoro: cooperative il cui scopo consiste nel procurare lavoro ai propri soci.
Cooperazione agricola: cooperative per coltivazione, trasformazione, conservazione, distribuzione di prodotti agricoli o zootecnici.
Cooperazione edilizia: cooperative finalizzate alla costruzione di alloggi per i propri soci.
Cooperazione di trasporto: cooperative per trasporto di cose o persone, carico e scarico delle merci, spedizioni.
Cooperazione della pesca: cooperative finalizzate all’esercizio in comune della pesca o di attività ad essa inerenti.
Cooperazione mista: cooperative la cui attività non è classificabile all’interno dei settori precedenti (ad esempio cooperative turistiche, ricettive, di credito quali le banche di credito cooperativo, ecc.).
Cooperazione sociale: cooperative per la gestione di servizi socio sanitari ed educativi, nonché finalizzate all’inserimento lavorativo di persone svantaggiate.
Questo elenco è necessariamente incompleto, ma in conclusione si può senz’altro comprendere che qualunque attività si voglia svolgere, si può fare tramite una società cooperativa!
Una società cooperativa potrà aiutare, ad esempio una cooperativa di credito potrà fornire finanziamenti, una cooperativa che si occupa di comunicazione potrà pubblicizzare il lavoro, e così via.
L’impresa cooperativa è ... una società molto particolare!
a) Il «fine ultimo» delle altre società è la realizzazione del lucro e il riparto degli utili patrimoniali. Le cooperative hanno invece uno scopo mutualistico, che consiste nell’assicurare ai soci il lavoro, beni di consumo, o servizi a condizioni migliori di quelle che otterrebbero dal libero mercato. Nelle altre società, inoltre, gli utili di esercizio vengono distribuiti ai soci in proporzione alle azioni o alle quote possedute, mentre nelle cooperative gli avanzi di gestione rimangono nel patrimonio sociale e possono essere destinati agli investimenti, allo sviluppo delle attività d’impresa ed alla istituzione di servizi comuni.
Altri aspetti tipici delle cooperative sono i seguenti:
b) variabilità del capitale sociale, che aumenta o si riduce in relazione all’ingresso o all’uscita dei soci, senza che ciò comporti problemi di modifica statutaria;
c) importanza delle persone dei soci, i quali devono essere in possesso di specifici requisiti soggettivi in relazione alle varie tipologie cooperative (consumatori, lavoratori, produttori agricoli, ecc.);
d) democraticità della partecipazione dei soci alle assemblee, nelle quali ogni socio persona fisica ha un solo voto, a prescindere dall’eventuale possesso di somme diverse di quote od azioni nel capitale sociale;
e) radicamento sul territorio, che consente di creare occupazione locale e di sviluppare la comunità sociale.